Per la maggior parte delle persone con lesioni midollari (LMI), la fertilità è mantenuta, sebbene possano esserci delle sfide che richiedono l’intervento medico.
1. La Fertilità Femminile (Paraplegia/Tetraplegia)
In generale, la capacità riproduttiva della donna rimane intatta:
- Ciclo Mestruale: Il ciclo mestruale riprende regolarmente poco tempo dopo l’infortunio (anche se il corpo impiega circa un anno per stabilizzarsi).
- Ovulazione e Gravidanza: L’ovulazione non è influenzata dalla lesione midollare. Le donne paralizzate possono concepire naturalmente e portare a termine una gravidanza senza problemi legati alla lesione stessa.
- Parto: Il parto è possibile sia per via vaginale che tramite cesareo, anche se richiede una gestione attenta, soprattutto per le lesioni alte (sopra T6), a causa del rischio di Disreflessia Autonomica (un’iper-reazione del sistema nervoso durante il travaglio).
2. La Fertilità Maschile (Paraplegia/Tetraplegia)
Qui la situazione è più complessa, ma risolvibile con la medicina della riproduzione:
- Produzione di Sperma: La produzione di spermatozoi è quasi sempre conservata.
- Eiaculazione: La difficoltà principale è l’eiaculazione. A causa del danno neurologico, l’eiaculazione (che è un atto riflesso complesso) può essere parziale, retrograda (lo sperma finisce in vescica) o assente. Questo rende spesso difficile il concepimento naturale.
- Soluzioni Mediche: Esistono tecniche avanzate che permettono di prelevare gli spermatozoi, anche in assenza di eiaculazione. Le più comuni sono:
- Vibrostimolazione Peniena (PVS): L’applicazione di un forte stimolo vibratorio sul glande, che spesso innesca l’eiaculazione riflessa.
- Elettroeiaculazione (EEJ): Una stimolazione elettrica delicata effettuata in ambiente medico.
- Prelevamento Chirurgico (TESE/PESA): Nei casi in cui le tecniche non invasive falliscono, gli spermatozoi vengono prelevati direttamente dall’epididimo o dal testicolo per la successiva fecondazione assistita (FIVET o ICSI).
La Genitorialità Attiva: Essere Genitori
La sfida più grande non è concepire, ma riorganizzare la vita pratica per accudire un bambino, specialmente un neonato.
1. Autonomia e Ausili
- Adattamenti in Casa: Letti e fasciatoi più bassi, superfici scorrevoli, culle agganciate lateralmente alla carrozzina e marsupi ergonomici permettono ai genitori in carrozzina di interagire e accudire il neonato con sicurezza.
- Ruoli di Coppia: Spesso si sviluppa una divisione dei compiti più consapevole e flessibile. Il partner normodotato può occuparsi di sollevare il bambino da terra, mentre il genitore in carrozzina è spesso molto abile nel dare il biberon, leggere storie, dondolare il bambino in braccio e, in generale, nel nurturing quotidiano.
2. L’Aspetto Emotivo
Un genitore con disabilità, avendo dovuto superare sfide enormi e riorganizzare la propria vita, spesso porta con sé una grande resilienza, pazienza e una capacità unica di vedere il mondo con occhi diversi.
I bambini di genitori con disabilità crescono spesso con un senso di empatia, adattabilità e accettazione della diversità molto più sviluppato.
In sintesi, la paralisi non è una condanna alla non-genitorialità. È una condizione che richiede pianificazione, un buon supporto medico e ausili, ma soprattutto tanta voglia di amare e di far crescere una famiglia.



